Modugno : Santuario di S. Maria della Grotta (Modugno). Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare in Provincia di Bari.

Informazioni storiche della Provincia di Bari

Ad est del paese , lungo la probabile Via Minucio - Traiana, sorge sul ciglio sinistro di un vallone carsico, laddove la Lama Lamasinata forma una piccola insenatura a tre km. da Modugno, sulla strada prov. per Carbonara, in contrada Le Tacche. Al santuario, che colpisce per il suo aspetto fiabesco, vi si accede attraverso un vialetto fiorito. Alle sue spalle si estende una pineta, mentre dalle sue terrazze Io sguardo spazia sulla profonda curva che traccia l’antico alveo torrentizio, rigoglioso per la presenza di cipressi, eucalipti e salici.
L'insediamento religioso, forse, sede di un'abbazia benedettina dall' XI s??., ancora presente nel periodo di Bona Sforza (1500), insiste su una precedente chiesa rupestre (VIII sec.) di monaci greci basiliani, sfuggiti alla lotta iconoclasta, denominata S. Maria in Gryptam. Il luogo, che sorge in un'area ricca di testimonianze ipogeiche (Masseria Milella ed Alberotanza, S.Caterina e Torre Tresca) fu nel Medioevo, per la sua posizione privilegiata, meta di pellegrinaggio, luogo di transito dei Crociati e di riposo per ?????reti. Dal 1718 fino al 1851 fu sede di un"abbazia di Gesuiti, sempre dediti al culto di Maria.
Nel 1854 il canonico modugnese Luigi Loiacono rilevò l'intero complesso trasformando la chiesetta e costruendovi una villa estiva soprastante con coronamento merlato, con torrione balaustrato laterale, il cui prospetto ricorda l‘aspetto di un palazzo tardo rinascimentale modugnese. È, infatti, possibile riconoscere la caratteristica bifora (qui trifora) con occhio dell'altana del palazzo Calô - Cesena (palazzo Motta). A tale proposito una lapide in facciata ricorda la costruzione posticcia. Dopo di che, benché meta di scampagnate, soprattutto a Pasquetta da parte dei Modugnesi, l‘insediamento fu abbandonato ad un completo degrado, benché di proprietà della famiglia Amari-Cusa e nel 1964 di Giovanni Schiralli, fino a quando i Padri Rogazionisti del villaggio del Fanciullo di Bari, nel 1974, subentrarono nel possesso del luogo e provvidero ad una sua sistemazione.
Attraverso un'attenta opera di restauro (1975, 1994 - 2002), il Santuario è oggi stato restituito all'antico culto mariano. Rimosse le strutture ottocentesche, che l‘avevano trasformata nella dimora signorile, venne fuori la preesistente grotta naturale dedicata alla Madonna ed, introdotto da un archetto del 1200, lo speco in cui visse e mori il cistercense S. Corrado dl Baviera, di ritorno dalla Terra Santa. Lo sterramento del pavimento ha scoperto, nella zona anteriore all'altare, lacerti di un pavimento musivo policromo in grosse tessere di pietra, il cui disegno ricalcherebbe un percorso devozionale tipico delle chiese medioevali, e due tombe. Una di queste, forse, è ascrivibile al cistercense, inoltre sui resti di un lastrone sono presenti Ie iscrizioni di una S e una C. Sono riemersi, inoltre resti di tre bellissimi affreschi su roccia viva, di stile bizantino, risalenti al XII-XIV sec.‚ il più tardo raffigura il Volto di Cristo con i dischi della luna e del sole, prospiciente l'antro. Gli altri due, che si fronteggiano sulle pareti laterali della chiesetta, rappresentano il Compianto sul Cristo morto con la Vergine della Deposizione con le braccia alzate‚ la Maddalena o S.Giovanni e figure di angeli, datata tra 1260 e 1310, d'epoca benedettina.
L'altro più antico, è un frammento di palinsesto, un incantevole volto,forse, di Cristo, collocato dov'era l’altare basiliano, anteriore al 1200. La demolizione di un altare ottocentesco ha rinvenuto un impluvium, forse fonte battesimale. Interessante, infine, il ritrovamento di una Pietà, scultura in pietra calcarea, ispirata al modello michelangiolesco, di anonimo de: XVI sec.

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