Gravina in Puglia : Museo Fondazione Santomasi (Gravina in Puglia). Arte, Storia, Cultura, Prodotti Tipici, Dove dormire, Dove mangiare in Provincia di Bari.

Informazioni storiche della Provincia di Bari

La Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi”, sita nel cuore della città antica, fu eretta in Ente Morale nel 1920, appena tre anni dopo la morte del Barone Pomarici Santomasi che fece dono alla sua città del suo Palazzo e dei Beni in esso contenuti perchè divenisse Museo e Biblioteca.
Al pian terreno trovano ospitalità le sale destinate agli abiti d’epoca della famiglia e alle maioliche. Di assoluto interesse artistico, la Cripta di San Vito Vecchio, grande esempio di arte rupestre medievale, qui ricostruita nel 1968, dopo lo stacco da una chiesa rupestre locale.
Al primo piano, l’Appartamento rappresenta un esempio di vita vissuta della famiglia Pomarici Santomasi, disposto in sette sale, con mobilio in stile barocco, per lo più del seicento e settecento napoletano.
Al secondo piano, il Museo ove si trova una collezione Archeologica con importanti e preziose collezioni di ceramiche e reperti bronzei scoperti negli scavi eseguiti sull’area di Botromagno datati dal VII al III sec. a. C.. Questa collezione include più di 2000 preziosi reperti con una rilevante importanza storica in quanto danno la possibilità di tracciare le fasi principali del processo di insediamento umano nel territorio di Gravina, a partire dalle origini. La Pinacoteca annovera circa 263 tele. Emerge per valenza artistica ed espressiva, a livello regionale ed oltre, il ” San Sebastiano” di Ludovico Carracci del 1599, oltre alla “Madonna col Bambino” e la “Disputa di Gesù tra i Dottori”. Notevoli anche gli ovali raffiguranti le “Allegorie dei quattro Continenti”, attribuibili a Saverio Persico.
La Collezione di armi e cimeli militari posseduta dalla Fondazione “Ettore Pomarici Santomasi” di Gravina può essere divisa in tre differenti nuclei omogenei. Il nucleo più antico, e più importante, è costituito da armi e divise borboniche databili tra il 1832 ed il 1850. La seconda sezione contiene le armi e le divise italiane comprese nell’arco cronologico tra il 1860 e la fine del secolo. Infine la terza sezione si riferisce alle armi italiane e austriache e alle reliquie utilizzate nella Prima Guerra Mondiale. Poi una importante sezione di Numismatica, con monete che risalgono fin al periodo magno greco, quando in loco si batteva monete.
Tratto: iatgravina.it

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